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    domenica 30 agosto 2009

    Videocracy [La Rai Censura]


    Nella realtà italiana, circa l'80% della popolazione utilizza come unico strumento di informazione quella scatola luminosa che comunemente chiamiamo TV.

    Le sue regole sono semplici: ciò che si vede in TV esiste, ciò che non c'è in TV non esiste.

    E' nel tentativo di mostrare 30 anni di videocrazia italiana che Erik Gandini, italiano di origine ma svedese di residenza (e beato lui), ha deciso di produrre il film Videocracy, nel quale spiega come la società politica (e non solo) italiana si sia plasmata, nel corso degli anni, sulle sole facce che la TV voleva farci vedere.
    E così, colui che possedeva il 50% della TV italiana (adesso siamo al 90%) ha potuto scalare la vetta, a suon di culi e tette, e raggiungere il potere.

    Come già detto, ciò che non esiste in TV non esiste affatto, e Videocrazy non è da meno. Per impedire che gli italiani assopiti dagli intrighi amorosi di Uomini e Donne inizino a pensare, la RAI (non Mediaset, la RAI) ha censurato la messa in onda del trailer del film (vedi sotto), poichè si tratta di un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo". Ah, per chi avesse dubbi, il trailer non verrà mandato in onda nemmeno da Mediaset.

    Il film non accusa, il film narra in 80 minuti la storia della TV italiana. Crea problemi a qualcuno? A quanto pare si...

    Funziona come le sigarette: se ci metti 30-40 anni a prendere un cancro ai polmoni non te ne rendi conto, e continui a fumare; se invece bastassero 3 sigarette per farti beccare un bel calcinoma le sigarette verrebbero immediatamente etichettate come veleno.
    Stessa cosa accade con questo film: la storia raccontata è reale, solo che spalmata in un arco di 30 anni, arco troppo lungo per permettere alla mente di un uomo medio di comprenderne gli effetti; condensare tutto in 80 minuti significherebbe far balzare subito all'occhio cause ed effetti, con il rischio di far perdere la faccia a chi l'ha mostrata per anni sorridente a milioni di italiani.

    W la libertà di parola italiana!!



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    domenica 23 agosto 2009

    "Berlusconi, vai in clinica per dipendenze sessuali" - Times

    Ecco il Times online di oggi che bell'invito propone al caro cavaliere
    "A Berlusconi consigliano una clinica per dipendenze sessuali"
    Per chi interessa http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6806413.ece


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    giovedì 20 agosto 2009

    La ribalta dei docenti di religione


    Per un attimo, con l'ultima sentenza del TAR, le menti laiche italiane avevano tirando un sospiro di speranza riguardo all'ora di catechismo religione nelle scuole pubbliche italiane.

    Purtroppo, sembra che quelle parole siano penetrate nel senso civico delle scuole in maniera tanto a lungo quanto il durare di una scritta fatta sul bagnasciuga, e così con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del presidente della Repubblica numero 122, è stato legalmente sancito il regolamento sulla votazione degli alunni.
    Questo decreto non tiene minimamente conto della sentenza del TAR: tornano i crediti per chi fa religione e la partecipazione a pieno titolo agli scrutini da parte degli insegnanti di religione.
    E così non serve nemmeno il ricorso al Consiglio di stato che Mariastella Gelmini aveva proposto (contro il TAR).

    Viva la liberale, cattolica, democratica ed egualitaria Italia!

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    domenica 16 agosto 2009

    Da oggi ricattare la moglie è legale (in Afghanistan)


    La nuova legge sulla famiglia che il parlamento afghano sta per promulgare, è semplicemente la legalizzazione del potere di ricattare la moglia da parte del marito.

    Il disegno di legge afferma infatti che
    "È responsabilità della moglie soggiacere al ragionevole piacere sessuale del marito e non lasciare il tetto coniugale senza il suo permesso, eccezion fatta per situazioni di emergenza. Se qualunque dei doveri di qui sopra non è ri­spettato, la moglie è da considerare disobbediente"
    E cosa accade alle mogli disobbedienti? Perdono il diritto ad essere mantenute dal marito, ovvero sono destinate alla fame. E se qualcuno sta pensando alla scappatoia del "fuggire di casa", ricordo che la legge afferma anche che è dovere della moglie
    non lasciare il tetto coniugale senza il suo permesso [del marito], eccezion fatta per situazioni di emergenza
    In pratica, o lo si fa quando vuole il marito o si muore di fame.
    Motivo di una legge del genere? Garantisce un alto numero di voti al presidente Karzai, il quale si sta avviando ad affrontare le elezioni.

    Fortunatamente c'è chi si oppone, come è possibile leggere scorrendo la notizia sul corriere della sera.
    E' interessante però vedere che c'è chi è contrario all'emendamento per altre ragioni: il vicerettore dell'Università sciita, Abdul Latif Sajjadi, si proclama insoddisfatto della legge, afferma infatti:
    "Ero nella commissione del riesame e mi sono opposto agli emendamenti. È una vergogna che, sotto l’influenza straniera, l’età del matrimonio sia stata alzata a 16 anni per le ragazze e 18 per i ragazzi. È contro l’Islam. Quanto al 'ricatto cibo per sesso', non ci vedo niente di strano: i mariti per il Corano hanno l’obbligo di sfamare, vestire e proteggere le mogli. In cambio esse devono obbedire. Il letto non ha alcuna extraterritorialità"

    sabato 15 agosto 2009

    L'ora di religione


    Ultimamente si è alzato un polverone intorno agli avvenimenti che hanno interessato "l'ora di religione". Proviamo a ripercorrerli brevemente e a cercare di capire cos'è successo e quali opinioni sono emerse.

    17 luglio 2009.
    Fino a questo giorno, seguire l'ora di religione cattolica (per uno studente delle scuole superiori) equivaleva a partire con un numero maggiore di crediti formativi rispetto ai propri compagni che non effettuavano questa scelta, ed inoltre gli insegnanti di religione avevano diritto di partecipare "a pieno titolo" agli scrutini finali degli alunni.
    In questa data, il Tar del Lazio ha accolto due ricorsi che vanno a modificare proprio questi punti, in modo da ridimensionare la figura della religione cattolica nella scuola italiana.
    Il Tar giustifica questa scelta affermando che
    "l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica"
    I ricorsi (effettuati da studenti/esse sotto l'aiuto di varie associazioni di libero pensiero) sono stati accolti inquanto (sempre parole del Tar) in essi scorge la richiesta
    “di tutela di valori di carattere morale, spirituale e/o confessionale che […] sono tutelati direttamente dalla Costituzione e che quindi come tali non possono restare estranei all’alveo della tutela del giudice amministrativo”
    Diciamo che quindi c'è stato un bel passo avanti, infatti
    Il TAR, dopo aver ricordato il principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale come “garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale (C. Cost. n.203/89), ha precisato che “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”, la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento dell’insegnamento della religione cattolica deve essere assolutamente libera e in nessun modo condizionata. “In una società democratica” ha affermato il TAR, “certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali”.
    fonte UAAR
    La democrazia non piace a tutti.
    Adesso dobbiamo guardare le cose da un altro punto di vista. Sebbene la sentenza abbia rafforzato il principio di eguaglianza tra le persone (indipendentemente dalla loro confessione religiosa), c'è chi, dall'altro fronte, accusa un duro colpo al suo monopolio di indottrinamento (religioso) infantile.
    Così, cominciano le polemiche contro la sentenza, fatte da sedicenti giornalisi/politici/filosofi/teologi, che condannano "la rottura dalle nostre radici" o "la perdita dell'educazione ai valori morali".
    Ed infatti, pochi giorni dopo, possiamo sentire su Radio Vaticana gli attacchi di monsignor Diego Coletti (presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica), il quale afferma che
    l’insegnamento della religione cattolica non andrebbe “a sostenere scelte religiose individuali” ma sarebbe “una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo […] anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane”.
    Spiego il mio punto di vista: insegnare ai ragazzi che l'Italia è "sempre" (anzi ultimamente) stato un paese cattolico è storia ed è giusto che se ne parli; ma farli diventare cattolici (perchè io in tutta la mia carriera scolastica in quelle ore ho fatto catechismo, non storia delle religioni) solo perchè gli italiani lo sono sempre stato no!
    Il monsignore, intanto, continua:
    Coletti ritiene che tale sentenza sia discriminatoria per gli studenti cattolici e che la vera laicità ne risulterebbe danneggiata “perché per laicità si intende la giusta neutralità di una comunità civile che però dovrebbe essere preoccupata di valorizzare tutte le identità, ciascuna secondo il proprio peso e rilevanza culturale, presenti sul territorio”.
    Ahh! Ecco! La chiesta cattolica "è più grande" e quindi chissenefrega delle altre minoranze religiose/atee! Beh, come democrazia mi sembra proprio di essere ai massimi livelli, il pesce grosso mangia il pesce piccolo...

    Arrivano i politicanti.
    Ma non mancano, oltre chi del cattolicesimo ne fa un mestiere, le carissime lingue politiche sempre pronte a leccare le... guance vaticane; e così esponenti del PDL, del PD e dell’UDC sono intervenuti l'11 ed il 12 agosto a criticare la sentenza
    In particolare, l’ex ministro Beppe Fioroni (PD) ha chiesto su Repubblica al suo successore Mariastella Gelmini (PDL) di impugnare il pronunciamento del TAR davanti al Consiglio di Stato, cosa che fece già lui in un’analoga occasione nel 2007. Gelmini ha prontamente raccolto il doppio invito (del predecessore e della Conferenza Episcopale Italiana) e ha annunciato ufficialmente che il ministero ricorrerà al Consiglio di Stato contro un’ordinanza che “determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso”. La ministro ha anche annunciato l’intenzione di ”accrescere e valorizzare” il ruolo degli insegnanti di religione.
    fonte UAAR
    Ahh, cara Gelmini mi stai dando solo soddisfazioni quest'anno...
    Putroppo, la mia miopia intellettuale non mi permette di vedere il danno che viene perpetuato nei confronti di chi sceglie di seguire il corso di religione cattolica; anzi, mi sembra che la sentenza sani il danno preesistende nei confronti di coloro che non sceglievano di avvalersi della religione cattolica, i quali partivano svantaggiati (come punti di credito) rispetto ai compagni. Ma non è che chi crede viene considerato "superiore"?
    Inoltre, non vedo il motivo di valorizzare ed accrescere il ruolo degli insegnanti di religione, essendo questi insegnanti divenuti tali senza aver superato un concorso come gli altri, ed inoltre sono deliberatamente scelti dal vescovo...

    Il filosofo.
    Infine, sul Giornale possiamo leggere un articolo del "filosofo" Giovanni Reale in merito alla questione
    Secondo Reale sarebbe questa la materia “più impegnativa”, tanto che può “insegnare veramente religione solo colui che crede e conosce bene ciò in cui crede”. Il suo studio si renderebbe necessario in quanto esisterebbe “una nuova classe di analfabeti”: opinione giustificata citando un aneddoto su uno studente universitario che riteneva che Cristo fosse un autore Mondadori.
    fonte UAAR
    Lasciando perdere l'elevazione di un caso sporadico a prova dell'analfabetizzazione religiosa degli italiani, le parole che lasciano sconcertati sono queste
    l'insegnamento della religione cattolia è necessario anche "per chi non crede. Chi crede deve cercare di chiarire e di approfondire le motivazioni e i fondamenti delle proprie credenze. Chi non crede è giusto che si renda ben conto che cosa sia esattamente ciò in cui non crede e che respinge, e che quindi acquisti una visione critica del proprio non credere"
    Benissimo, peccato che come Raffaele Carcano ci ricorda "il filosofo non ha tuttavia precisato se ritenga necessario che per chi crede sia prevista un’ora di ateismo, affinché si renda ben conto che cosa sia esattamente ciò in cui crede e ciò che respinge, e che quindi acquisti una visione critica del proprio credere". Inoltre, mi sembra quantomeno doveroso che chi non crede (se è vero che deve conoscere bene il cattolicesimo per capire una delle religioni cui non crede) debba studiare anche tutte le altre di migliaia di religioni esistenti, per capire perchè non crede in queste; così come il cattolico deve studiare l'ateismo e le altre religioni esistenti, per capire fino in fondo perchè è cattolico.

    Purtroppo viviamo ancora in un regime politico di dittatura (e qui è colpa del cavaliere...) che cammina a braccetto con il cattolico vaticano... E se questo regime non cambia, ed il braccetto non si scioglie, finiremo per toccare il fondo (che, per la cronaca, non è poi così lontano).

    giovedì 9 luglio 2009

    Radici cristiane nella costituzione


    Che di soggetti divertenti e clownistici in parlamento ce ne siano non è una novità, cominciano quasi ad essere simpatici e forse donano un pò di allegria al triste scenario politico italiano.

    Ma quando poi questi divertenti soggetti escono fuori dalla loro zona adibita allo spettacolo di sola presenza e cominciano a cercare di fare capolino con strane proposte, non li si può lasciare stare.

    L'ultima novità viene da Alessandra Mussolini, Antonio Pepe, Manuela di Centa e Renato Farina. Non contenti della 61enne immacolata Costituzione Italiana, hanno deciso di modificarne non una singola postilla di un remoto articolo dimenticato dal mondo, ma vogliono rivoluzionare addirittura il primo articolo della costituzione, quello che attualmente recita "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."
    Secondo la modifica voluta il nuovo articolo dovrebbe vedere aggiungersi alla fine alcune parole, e recitare così

    “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, e riconosce le radici cristiane come fondamento della civiltà italiana”.

    Diamo un altro calcio alla già precaria laicità dello stato italiano filo-vaticanista. Il disegno di legge è visibile a questo link.

    Capiamoci, io sono sempre stato una persona d'accordo con il giustissimo valore della libertà religiosa, ma questa è sinceramente troppo! Riconoscere che lo stato Italiano era (e sfortunatamente è) purtroppo legato allo stato pontificio ed ai suoi dogmi (per via dei simpaticoni che ci governano) e quanto più reale, ma ciò non abilita lo stesso a trasmutarsi in una nazione che riconosce quale fondamento della propria civiltà un dato credo religioso.

    Il primis perchè la popolazione italiana non ha bisogno di nessun precetto religioso che gli faccia da guida nè morale nè civile, ed in secondo luogo non tutti gli italiani sentono come fondamento del proprio essere la fede cristiana.

    L'Italia si muove verso la sua civilizzazione così come fa la gente alla processione del giovedì santo ad Ispica, un passo avanti e tre indietro.

    martedì 23 giugno 2009

    Puttanopoli's President

    Posto un video che riassume le varie vicende scandalose (raccontate a commentate dal giornalista Marco Travaglio) che hanno coinvolto il presidente Berlusconi.

    ...Sono cose che già si dovrebbero sapere, ma credo che non faccia mai male insistere a documentare dello scempio e della grande disgrazia che incombe sull'Italia, vittima di un vero e proprio regime.

    Spero, come sempre, che un giorno tutti aprano gli occhi e si rendano conto della grande "prigione" che ci stanno costruendo intorno!
    Italiani, svegliamoci!! Ma soprattutto,
    Ribelliamoci!


    lunedì 22 giugno 2009

    Libertà di informazione in Italia

    Il Tg1 di Minzolini ha evitato di collegare Berlusconi alla D'Addario
    Solo "feste a Palazzo Grazioli", aggiungendo: "Potrebbe trattarsi di millanterie"
    di SEBASTIANO MESSINA

    È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.

    Quei quindici milioni di italiani che ogni sera si affidano ai telegiornali per sapere quello che è successo in Italia e nel mondo, quell'80 per cento di telespettatori che non leggono i giornali - dunque non leggeranno neanche questo articolo - e hanno la tv come unica fonte d'informazione, non hanno la più pallida idea di quello che è successo la settimana scorsa.

    Già, cos'è successo? Proviamo a mettere in ordine i fatti, e confrontiamoli con quello che il Tg1 e il Tg5 hanno riferito ai loro fiduciosi telespettatori.
    Mercoledì 17. Il "Corriere della Sera" pubblica in prima pagina un'intervista a una signora di Bari, Patrizia D'Addario, che racconta di essere stata pagata 2000 euro per partecipare a due feste a Palazzo Grazioli (residenza romana di Silvio Berlusconi), e dichiara di avere le prove di aver passato una notte in compagnia del presidente del Consiglio. E poiché chi l'ha pagata è un imprenditore della sanità, oggetto a Bari di un'inchiesta per presunte tangenti, il magistrato ipotizza un reato preciso: "induzione alla prostituzione". Su Berlusconi, dunque, aleggia il bruciante sospetto di essersi intrattenuto con una donna pagata per fare sesso con lui.


    All'ora di pranzo, accendiamo il televisore. Il Tg5 delle 13, riferendo di "presunte irregolarità negli appalti della sanità privata", dà la notizia con queste parole: "Uno degli imprenditori si vantava di essere stato invitato a partecipare con delle ragazze a feste a Palazzo Grazioli". E vabbè, pensa il telespettatore, che male c'è a vantarsene? Dopodiché il cronista riferisce di "indagini per induzione alla prostituzione", ma evita accuratamente di dire chi avrebbe indotto chi, e soprattutto con chi la donna sarebbe stata indotta a prostituirsi. Mezz'ora dopo, il Tg1 entra in argomento con le parole di Berlusconi, che un conduttore compunto scandisce con tono severo: "Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità". E mentre uno si domanda di cosa stia parlando, il conduttore precisa: "Si parla di feste con la partecipazione di alcune ragazze". Tutto qui? Sì, tutto qui.

    Il telespettatore non capisce come mai Berlusconi sia così infuriato, ma aspetta l'ora di cena per saperne di più. Attesa vana, perché i due telegiornali ripetono le formule criptiche dell'ora di pranzo: "Si parla di feste...". Il Tg1, preoccupato di aver detto già troppo, aggiunge premuroso: "Tutto da verificare: potrebbe trattarsi di millanterie o altro". Dopodiché entrambi i tg rivelano che la faccenda ha un risvolto politico. Che non riguarda però il premier, ma D'Alema: colpevole di aver ipotizzato "una scossa" capace di destabilizzare il governo. Invece di spiegarci il nuovo "caso Berlusconi", dunque, entrambi apparecchiano un inesistente "caso D'Alema" sul quale concentrano la dose quotidiana di dichiarazioni in politichese stretto.

    Giovedì 18 i magistrati di Bari interrogano cinque ragazze, i giornali inglesi titolano sulle "donne pagate alle feste di Berlusconi", ma il Tg1 delle 20 riesce a confondere ancora di più le idee al suo pubblico, spiegando che si indaga "sul presunto ingaggio di ragazze per avvicinare i potenti". Quali ragazze, e soprattutto quali potenti, non si sa. Il Tg5 della sera, invece, fa finalmente il nome di Patrizia D'Addario, e anche quello dell'imprenditore coinvolto, Gianpaolo Tarantini, spiegando che quest'ultimo potrebbe aver "tentato di ingraziarsi persone influenti". Il telespettatore immagina che queste "persone influenti" siano gli stessi "potenti" evocati dal Tg1, ma non gli viene dato neanche un indizio per capire chi siano.

    Venerdì 19 Gianpaolo Tarantini - l'imprenditore indagato per "induzione alla prostituzione" - dà all'Ansa la sua versione dei fatti, l'opposizione chiede al premier di riferire in Parlamento e il quotidiano dei vescovi, "Avvenire", lo invita apertamente a discolparsi: "Occorre un chiarimento con l'opinione pubblica". Le notizie non mancano, ma il Tg1 di Minzolini comincia con un Berlusconi furioso: "Le trame giudiziarie e gli attacchi mediatici non mi butteranno giù!". Il nostro telespettatore è sempre più curioso di capire cosa diavolo stia succedendo, ma deve accontentarsi di quello che gli passa il convento di Mimun, ovvero il Tg5 delle 20: "Il premier ha commentato così le voci che per vari rivoli sono emerse in questi giorni". Quali voci? E dove sono emerse? Certo non al Tg5 (e neppure al Tg1).

    Sabato 20 una delle ragazze coinvolte, Barbara Montereale, racconta a "Repubblica" cosa accadeva nelle feste di Palazzo Grazioli ("Tutte lo chiamavano papi"), mentre si apprende che dalle registrazioni consegnate da Patrizia D'Addario ai magistrati si sentirebbe la voce di Berlusconi che dice: "Vai ad aspettarmi nel letto grande". Con questi tasselli il puzzle è quasi completo, e infatti l'indomani i giornali stranieri racconteranno la storia con dovizia di particolari. Per il Tg1 e il Tg5, invece, il caso è chiuso. Non un titolo, non un servizio, non una parola. Una pietra tombale ha seppellito l'inchiesta di Bari, i sospetti dei magistrati, l'imbarazzo del premier e le domande dell'opposizione.

    Cosa sia successo nelle misteriosissime feste di Palazzo Grazioli, il telespettatore italiano non è riuscito a saperlo. E forse non lo saprà mai, se aspetterà che glielo rivelino i tg di Berlusconia.

    (22 giugno 2009)


    E tra poco ci leveranno anche internet... bella fine mia cara Italia...

    Fonte: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-9/silenzio-telegiornali/silenzio-telegiornali.html

    martedì 16 giugno 2009

    No legge bavaglio - Firmiamo!


    Il fascismo una volta salito al potere come prima cosa, per garantire la sua incolumità, attuò una politica di censura verso le maggiori fonti di informazione (radio e giornali all'epoca) garantendosi così che "la gente sapesse quello che deve sapere". E gli italiani infatti erano contenti del fascismo.

    Adesso, la dittatura attualmente al potere, che si traveste dietro le logorate spoglie di una finta democrazia, sta percorrendo gli stessi passi. Le maggiori fonti informative, fino a poco tempo fa, erano le televisioni, e in questo campo la censura è stata attuata da tempo: il 90% delle televisioni sono in mano ad una sola persona e quindi fanno tante voci in una sola direzione, i telegiornali dicono ciò che gli viene detto di dire (vedi :I miliardi italiani fuggono... e nessuno dice nulla) ecc..

    La nuova frontiera dell'informazione è adesso internet, che ormai ha superato la televisione nel campo dell'intrattenimento (e non solo). Di conseguenza (chi ha il potere) comincia a sentirsi le spalle un pò troppo scoperte da scomode voci che circolano in internet. E così, onde evitare che ciò che non è dato a sapere si sappia, si cerca di imbavagliare quell'unica voce di verità nella ormai perduta democrazia italiana: il web.

    E' questo ciò a cui porterà la cosiddetta legge bavaglio. Secondo questo DDL chiunque sia responsabile di un sito, un blog, o un qualsiasi angolo del web in caso di notifica dovrà immediatamente eliminare (entro 48 ore) i contenuti che vengono "dall'alto" ritenuti inappropriati. Per capirci: supponiamo che io sia in vacanza, un utente qui nel mio blog scrive un qualsiasi cosa che da fastidio (con questa legge non c'è bisogno di un giudice per decidere cosa è inappropriato, possono notificarti un obbligo di rettifica a loro piacimento), io (in quanto responsabile del blog) in 48 ore devo eliminare il suo commento. Se dovessi inadempiere a ciò rischio multe salatissime o addirittura il carcere.

    E così, ci stanno facendo lentamente (ma inesorabilmente) chinare sempre più in avanti, e noi (popolo italiano ormai al massimo della passività politica) lasciamo tranquillamente che tutto ci scorra addosso, incuranti delle conseguenze. Tanto domani inizia il Grande Fratello.

    Sinceramente, sono della convinzione che tira tira la corda si spezzi e succeda qualcosa, una rivoluzione (non so se guerra civile o cosa, ma non voglio speculare su ipotesi) o comunque un modo per toglierci dalle scatole questi simpaticoni che hanno "dimenticato" che il potere (kratos) è del popolo (demos). Non sono un brutalista e spero ardentemente in un cambiamento più civile.

    Intanto, tornando all'argomento in questione, per "tentare" di contrastare questa ennesima censura, possiamo firmare e diffondere questa petizione online destinata al presidente della repubblica: http://www.petitiononline.com/bavaglio/petition.html
    Italiani, sveglia!

    martedì 2 giugno 2009

    Cos'è L'UAAR?

    Ultimamente causa esami non posso scrivere molto e mi limito a inserire video.A chiunque non avesse capito cos'è l'UAAR, chi ne fa parte, quali sono le sue finalità, consiglio la visione di questo video

    domenica 31 maggio 2009

    Intervista a 5x1000 e 8x1000

    Filmato firmato uaar per far meglio comprendere il meccanismo subdolo con il quale funzionano il 5 e l'8 per mille

    martedì 19 maggio 2009

    La sentenza di condanna di Mills "Mentì per salvare Berlusconi"


    La posizione del presidente del Consiglio è stata stralciata grazie al Lodo Alfano

    MILANO - "Mentì per salvare Berlusconi". Per questo l'avvocato inglese David Mills è stato condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi dai giudici milanesi. Il legale, condannato per corruzione in atti giudiziari agì "da falso testimone "per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati". E' questo uno dei passaggi delle motivazioni (leggi il documento completo), circa 400 pagine, della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna del legale inglese.

    Mills, scrivono i giudici nelle motivazioni, "ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall'altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico". I giudici milanesi ricordano che oltre ai 600mila dollari ritenuti "il prezzo della corruzione", Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. "Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che il legale riceveva da Berlusconi.

    In pratica, scrivono ancora i giudici, "la condotta di Mills era dettata dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi dalle società off shore, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".

    In sostanza, per i giudici, "il fulcro della reticenza di Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti".

    La condanna per l'avvocato inglese era arrivata nel febbraio di quest'anno. A conclusione di un'inchiesta che tirava in ballo il premier e che aveva visto una prima ammissione di colpa di Mills. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.

    Poi, nel gennaio 2009, la ritrattazione e il tentativo di discolpare il presidente del Consiglio (la cui posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" che garantisce l'imminutà alle alta cariche dello Stato). Una svolta che permise al premier di evitare il rinvio a giudizio per corruzione chiesto dia giudici nel 2006.

    Fonte: repubblica.it

    domenica 17 maggio 2009

    UAAR - Il pericolo del Confessionalismo


    L'arma più potente nella mano dell'oppressore è la mente degli oppressi.

    Lo scontro tra laici e cattolici non esiste, si tratta di un errore di superficialità commesso per anni dalla stampa che in seguito è stato utilizzato ad arte per generare ulteriore confusione nell'opinione pubblica.

    Essere cattolici significa avere una propria personale concezione del mondo, esattamente come i musulmani, i buddisti, gli ebrei e gli atei possono averne una loro.
    Essere Laici non significa solamente "non appartenere al clero": significa anche avere un codice di comportamento (che sia oggettivo, non interpretabile ed indipendente dalla fede individuale di ciascuno) con il quale ognuno si relaziona con gli altri.

    Diversi credenti nella storia sono stati Grandi Laici alla pari di altrettanti non credenti:
    • Voltaire
    • Daniele Manin
    • Giuseppe Mazzini
    • Alessandro Manzoni
    • Charles de Gaulle
    La laicità non è quindi incompatibile con la fede religiosa di ciascuno, finchè quest'ultima resta una scelta individuale.

    Il contraltare della laicità si chiama confessionalismo. Il vero scontro è tra laici e confessionalisti.

    Il Confessionalismo è quella tendenza per cui una o più persone cercano in tutti i modi, diretti o subdoli, di imporre (anche attraverso leggi dello stato) una data concezione del mondo o una data religione a tutti coloro che non la condividono, anteponendo i dettami di quella religione ai Diritti Umani.

    Il confessionalismo non è una religione, ma fa uso delle dottrine religiose per creare un comunitarismo; non è cultura o identità nazionale, ma fa di tutto per apparire come tale; non è un partito politico, ma esercita il suo entrismo in tutti i partiti; è un modo di pensare: è uno schierarsi intorno ad una dottrina per imporla agli altri. Il confessionalismo è il primo nemico dello stato laico e dei Diritti Umani.

    Questo schieramento ha creato un sistema di potere trasversale, sfruttando la fede religiosa di intere collettività, invadendo ogni settore della realtà politica e sociale con le sue ingerenze dottrinali. Il confessionalismo non porta alcun beneficio ai singoli credenti, anche se cerca di renderli sudditi trasformandoli in complici vittime inconsapevoli. E' responsabile della tensione sociale tra cittadini di diversa fede religiosa (per i confessionalisti l'appartenenza ad una fede include il diritto di prevaricazione e la negazione dei diritti di chi è diverso da loro).

    Il confessionalismo non è la Chiesa Cattolica, ma nasconde il suo centro di comando nei vertici della Chiesa Cattolica; dentro i quali vertici, protetto dall'immunità extraterritoriale, si cela un centro di potere dispotico che può contare sulla connivenza di politici e governanti italiani. Il prinicipale responsabile della diffusione del confessionalismo è infatti la classe politica che considera le religioni come "associazioni di categoria" anzichè scelte individuali dei cittadini.

    Molti politici italiani, una volta eletti con i voti dei cittadini, si trasformano in "servi di un paese straniero" in nome della loro appartenenza religiosa
    • Rocco Buttiglione (parlamentare italiano, servo del Vaticano)
    • Francesco Rutelli (parlamentare italiano, servo del Vaticano)
    • Paola Binetti (parlamentare italiana, serva del Vaticano)
    • Sandro Bondi (parlamentare italiano, servo del Vaticano)
    • Clemente Mastella (parlamentare italiano, servo del Vaticano)
    • Pierferdinando Casini (parlamentare italiano, servo del Vaticano)

    Se questi (e molti altri) politici avessero fatto gli "interessi di una teocrazia islamica straniera" contro l'indipendenza dello stato, sarebbero stati accusati di "Attentato allo stato". Invede gli "interessi di una teocrazia cattolica straniera" per i parlamentari italiani sembrano attività normali.

    Sul piano culturale il confessionalismo si manifesta attraverso la discriminazione di chi non si attiene alle dottrine religiose e con il revisionismo di fatti storici o dati scientifici. Il confessionalismo vuole la tua devozione per impadronirsi dello stato e per ripristinare la teocrazia (e non siamo tanto lontani da questo obiettivo! n.d.r.), le sue vittime più vulnerabili sono i credenti, ma il confessionalismo può colpire tutti: anche i non credenti che ne favoriscono la diffusione
    • Benito Mussolini (ateo che ha stipulato il Concordato con la chiesa)
    • Palmiro Togliatti (ateo che ha voluto l'inserimento del Concordato nella Costituzione della Repubblica Italiana)
    • Oriana Fallaci (atea che ha favorito il confessionalismo cattolico fomentando il conflitto tra religioni)
    • Giuliano Ferrara (ateo mercenario del confessionalismo)
    • Marcello Pera (ateo devoto al confessionalismo)
    • Valter Veltroni (ateo che nel ruolo di Sindaco di Roma ha eseguito gli ordini di uno stato estero confessionalista)

    Il confessionalismo, attraverso le singole concessioni di governi ossequienti, ha costruito il suo dominio sulle istituzioni per condizionalre la vita dell'intero paese e minare l'unità sociale:
    • Immunità Extraterritoriale (dal Concordato del 1929)
    • Costituzione di partiti e sindacati confessionali (dalla Costituente del 1946)
    • Obiettori nelle strutture sanitarie pubbliche (dalla Legge 194)
    • 8x1000 (dal Concordato del 1984)
    • Ora di religione cattolica nella scuola pubblica materna per indottrinare l'infanzia attraverso docenti nominati dalla Curia ma pagati con soldi dello stato italiano (dal Concordato 1984)
    • Esenzione dall'ICI (dalla XIV legislatura)

    A tutto questo si aggiungono: i cappellani nell'esercito e nelle carceri, i crocifissi nelle strutture pubbliche e la presenza incessante della chiesa nella TV di stato e nei media.

    Qualunque critica pubblica venga mossa ai vertici dell'apparato confessionalista viene spesso perseguita attraverso l'uso arbitrario del reato medievale "Vilipendio" (art. 403, 404 e 405 Codice Penale)

    Il confessionalismo inventa slogan per alterare e contagiare l'opinione pubblica in modo disastroso
    • La "dittatura del relativismo" (slogan confessionalista)
    • Il "diritto naturale" (slogan confessionalista)
    • I crocifissi simbolo universale (slogan confessionalista)
    • L'espressione pubblica delle religioni (slogan confessionalista)
    • "Identità cristiana" e "le rafici cristiane" (slogan confessionalista)
    • I laici criticano la chiesa ma non criticano l'Islam (slogan confessionalista)

    La propaganda confessionalista è in grado di rivoltare i fatti
    • Parla di "amore per il prossimo" ma propaga l'omofobia e sostiene le dittature più spietate
    • Parla di difendere la vita, ma continua a difendere i preti pedofili e ad impedire a chi lo desidera di mettere fine alle proprie sofferenze
    • Parla di "materialimo da parte dei non credenti" ma gestisce proprietà immobiliari e operazioni finanziarie di proporzioni colossali
    • Parla di diritti umani ma il Vaticano è l'unico stato d'Europa che non ne riconosce la Dichiarazione Universale
    • Parla di difesa dalle "invasioni straniere" ma cerca alleanze con l'Islam per colpire lo stato laico
    • Parla di distinzione tra politica e religione, ma esercita tutti i giorni la propria ingerenza sull'attività parlamentare e sulla vita sociale

    Invoca la laicità ed i Diritti Umani per difendere il proprio diritto ad esprimersi in pubblico, ma nelle sue espressioni pubbliche fa riferimento solo al proprio diritto canonico, ignorando la laicità e negando i diritti fondamentali di chi non si allinea alla sua dottrina

    La propaganda confessionalista ha inventato una distinzione inesistente tra laicità e laicismo, per creare una barricata aldilà della quale schierare chi si oppone al confessionalismo.

    Uno dei falsi slogan più diffusi dai militanti del confessionalismo è quello per cui esisterebbe un "complotto massonico contro la chiesa cattolica", mentre invece sono ben noti i legami tra i vertici della Chiesa Cattolica e la Loggia Massonica P2

    Attraverso gruppi monarchici e sanfedisti il confessionalismo sta diffondendo revisioni storiche secondo cui il risorgimento e l'unità d'Italia sarebbero stati un "disegno massonico" ai danni di una "felice Italia" divisa in regni confessionali (che invece vengono presentati come liberali e democratici).

    Dopo che la teocrazia ha ostacolato per secoli l'unità d'Italia, queste nuove revisioni storiche hanno in realtà lo scopo di creare disinformazione per minare la già flebile unità culturale dello stato e ripristinare condizioni simili a quelle antecedenti l'unificazione: un paese diviso dov'era padrona solo la chiesa.

    Ancora oggi nella scuola pubblica è impossibile avere un insegnamento obbligatorio dell'Educazione Civica e dei Diritti Umani, perchè i vertici della chiesa temono che contrasti con l'ora di religione. I confessionalisti definiscono l'Educazione Civica come "religione laicista".
    Il confessionalismo può convogliare l'inconscio di intere masse verso paure inesistenti, per spingere l'opinione pubblica a fare quadrato attorno ai suoi interessi corporativi

    Nel vocabolario confessionalista
    • "Società plurale" viene tradotto come "Invasioni straniere"
    • "Laicità" viene tradotto come "Laicismo (o estremismo laicista)"
    • "Procreazione assistita" viene tradotto come "Eugenetica nazista"
    • "Scienza" viene tradotto come "Rovina del mondo"
    • "Interruzione di gravidanza" viene tradotto come "Omicidio"
    • "Diritti dell'Uomo" viene tradotto come "Prodotto della Massoneria"
    • "Difesa dalle ingerenze clericali" viene tradotto come "Negazione della liberà della chiesa"
    • Lo stesso "confessionalismo" viene tradotto come "Laicità santa"

    Se...
    • Se pensi che "in fondo ci sono problemi più importanti"
    • Se confondi la tua fede personale con le tue scelte politiche (che invece riguardano l'intera collettività)
    • Se ti senti devoto alla tua religione solo se i rappresentanti della tua chiesa possono godere di privilegi ed esercitare ingerenze
    • Se ti senti devoto alla tua religione solo se puoi imporla agli altri
    • Se pensi che i dettami della tua religione debbano diventare leggi dello Stato
    • Se credi che ci sia differenza tra laicità e laicismo
    • Se pensi che le dottrine religiose vengano prima del rispetto dei diritti umani di tutti (anche di chi non la pensa come te)
    • Se pensi di poter trattare il clero cattolico come alleato "alla pari" del partito politico con cui sei schierato
    ...allora il confessionalismo ha già vinto!

    Il pericolo della nostra epoca si chiama confessionalismo. E' un nemico sfuggente, che cambia tattica e alleanze politiche, colpisce lo stato e la società ad un livello che sfugge all'attenzione della maggioranza dell'opinione pubblica, e si nasconde spesso dietro la parola "laicità" che interpreta a proprio uso e consumo.

    Ma se lo conosci, se lo sai riconoscere, lo eviti!

    Tratto da: Uaar il pericolo del confessionalismo

    venerdì 15 maggio 2009

    SPAGNA: vendita libera pillola del giorno dopo


    Il ministero della sanità spagnola ha indetto un decreto che renderà libera la vendita della pillola del giorno dopo nelle farmacie.

    I farmacisti sono autorizzati a vendere tale farmaco anche alle minorenni (under 16) senza nessun obbligo di ricetta. La Spagna si è resa conto che il numero degli aborti ogni anno è aumentato considerevolmente, con un ampia percentuale di casi nelle ragazze minorenni. "E' una situazione d'emergenza" dichiara il ministro della sanità Jimenez, ricordando però che la pillola non deve essere considerata come un metodo contraccettivo frequente (a tal proposito il costo della pillola è di circa 20 euro).

    E così, mentre la Spagna continua ad incrementare il suo sviluppo e la politica spagnola da un punto a favore al benessere del popolo, noi italiani siamo costretti a subire la politica ristrettiva di gente incapace a governare!

    Il problema è che il Vaticano è strettamente correlato con il territorio italiano e i suoi "cari" rappresentanti politici, e la legislatura (di conseguenza) è soggetta alle decisioni del "caro" pontefice. Purtroppo bisogna ammettere che la sfera politica si è ormai fusa con la sfera religiosa; questo di certo non è una novità, la Chiesa da sempre va oltre quelli che dovrebbero essere i suoi confini di interesse (il campo trascendentale) insinuandosi apertamente nelle decisioni terrene e temporali.

    La chiesa, ingiustamente, ha sempre portato avanti una politica contro i metodi contraccettivi di ogni sorta, linea di pensiero vittima dei suoi stessi scempi autolesionisti. Il Vaticano, infatti, decise di modificare l'originale comandamento biblico "non commettere adulterio" in "non commettere atti impuri". Questo ha conseguentemente scatenato una caccia alle streghe contro omosessuali, pornografia, e (con infelice ripercussione sulla società) contro ogni forma di contraccettivo.

    Perchè la pillola è un contraccettivo (di emergenza), e non un abortivo. Infatti, per l'organizzazione mondiale della sanità, la vita non inizia quando lo spermatozoo feconda l'ovulo, ma quando lo zigote così formatosi si impianta nella parete uterina. Questo accade dopo 6-7 giorni (molto di più delle 72 ore post-rapporto in cui la pillola ha effetto), e solo nel 20% dei casi (in pratica l'altro 80% viene normalmente espulso durante il ciclo femminile).

    E così ci tocca vivere con leggi che si autocontraddicono, che vanno contro i diritti femminili, e che sono dettate da qualcuno che non sa nè cosa vuol dire avere una gravidanza, nè (almeno teoricamente) cos'è il sesso.
     

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