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    giovedì 10 settembre 2009

    Klaira, la nuova pillola anticoncezionale

    pillola-anticoncezionale-250 Finalmente in Italia arriva la nuova pillola anticoncezionale.

    Cosa c’è di nuovo? In questa pillola sono stati sostituiti i derivati sintetici con l’estradiolo, un estrogeno prodotto dal corpo femminile stesso contro i sintomi della menopausa. Ed ecco così una pillola al naturale che assicura un’alta tollerabilità, un ridotto impatto metabolico e garantisce un corretto funzionamento, alla pari delle tradizionali pillole. 

    Di nuovo c’è anche una variabilità nel dosaggio: una confezione contiene infatti 26 compresse costituite da due ormoni variamente combinati e da 2 placebo, così da ridurre le dimenticanze.

    Le controindicazioni rimangono però sempre le stesse: la pillola non è infatti consigliabile per chi soffre di tumori ormonodipendenti, epatite, trombosi, ipertensione severa, gravi malattie cardiovascolari.

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    domenica 30 agosto 2009

    Videocracy [La Rai Censura]


    Nella realtà italiana, circa l'80% della popolazione utilizza come unico strumento di informazione quella scatola luminosa che comunemente chiamiamo TV.

    Le sue regole sono semplici: ciò che si vede in TV esiste, ciò che non c'è in TV non esiste.

    E' nel tentativo di mostrare 30 anni di videocrazia italiana che Erik Gandini, italiano di origine ma svedese di residenza (e beato lui), ha deciso di produrre il film Videocracy, nel quale spiega come la società politica (e non solo) italiana si sia plasmata, nel corso degli anni, sulle sole facce che la TV voleva farci vedere.
    E così, colui che possedeva il 50% della TV italiana (adesso siamo al 90%) ha potuto scalare la vetta, a suon di culi e tette, e raggiungere il potere.

    Come già detto, ciò che non esiste in TV non esiste affatto, e Videocrazy non è da meno. Per impedire che gli italiani assopiti dagli intrighi amorosi di Uomini e Donne inizino a pensare, la RAI (non Mediaset, la RAI) ha censurato la messa in onda del trailer del film (vedi sotto), poichè si tratta di un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo". Ah, per chi avesse dubbi, il trailer non verrà mandato in onda nemmeno da Mediaset.

    Il film non accusa, il film narra in 80 minuti la storia della TV italiana. Crea problemi a qualcuno? A quanto pare si...

    Funziona come le sigarette: se ci metti 30-40 anni a prendere un cancro ai polmoni non te ne rendi conto, e continui a fumare; se invece bastassero 3 sigarette per farti beccare un bel calcinoma le sigarette verrebbero immediatamente etichettate come veleno.
    Stessa cosa accade con questo film: la storia raccontata è reale, solo che spalmata in un arco di 30 anni, arco troppo lungo per permettere alla mente di un uomo medio di comprenderne gli effetti; condensare tutto in 80 minuti significherebbe far balzare subito all'occhio cause ed effetti, con il rischio di far perdere la faccia a chi l'ha mostrata per anni sorridente a milioni di italiani.

    W la libertà di parola italiana!!



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    domenica 23 agosto 2009

    "Berlusconi, vai in clinica per dipendenze sessuali" - Times

    Ecco il Times online di oggi che bell'invito propone al caro cavaliere
    "A Berlusconi consigliano una clinica per dipendenze sessuali"
    Per chi interessa http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6806413.ece


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    sabato 22 agosto 2009

    No Money, No Moon


    La crisi si fa sentire dappertutto, l'ultimo angolo del mondo che è andato a toccare Washington, e più precisamente la NASA (si, Washington, non Hudson come tutti dicono: li la NASA ha solo una delle sue basi di lancio).

    A quanto pare, all' Amministrazione Nazionale dell'Aeronautica e dello Spazio (National Aeronautics and Space Administration) sono finiti gli spiccioli, e tutte le sognate e sbandierate missioni, dal ritorno dell'uomo sulla Luna all'orma di piè umano su Marte entro il 2050, devono parcheggiarsi nel cassetto dei prossimamente. Anzi, con tutta probabilità qualsiasi missione destinata allo spazio più profondo non verrà effettuata prima del 2028.

    Intanto, tra un paio di giorni si prepara a partire l'ultimo shuttle, destinato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Dopo di questo, verrà sfruttato un nuovo mezzo di trasporto spaziale per far volare/fluttuare l'uomo nello spazio, denominato Costellation, di cui si sa ancora poco, se non che non prenderà il volo prima del 2014; prima di questa data, gli astronauti americani dovrenno chiedere "passaggi" alla Russia o alla Cina.

    Il motivo di tutto questo? I voli spaziali ad equipaggio umano non servono più, tutto quello che possiamo scoprire con i viaggi spaziali possiamo scoprirlo sfruttando i robot, con grande risparmio economico. Ed infatti l'uomo non sarà andato su Marte, ma i robot terrestri ci sgambettano su da un pò.

    In più, ad allargare il buco in bilancio della NASA ci sono le spese militari e sanitarie sostenute dall'America, che hanno "mangiato" circa l'80% dei fondi federali destinati allo sviluppo e la ricerca; ma che sviluppo c'è nella guerra? mah... alla fine è l'hobby degli USA, e facciamoglielo godere!

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    giovedì 20 agosto 2009

    Legge di Benford


    La matematica sembra essere una disciplina asettica, che esiste e ha senso solo nella cerchia di "cervelloni" che la capiscono.

    La verità, invece, è che la matematica (come disse Galileo) è il linguaggio con cui è scritto il libro chiamato Natura, e più la si approfondisce e meglio si capisce il mondo. Il bello della matematica è l'essere completamente logica: nulla si da per assunto, ma a tutto ci si deve arrivare ragionando. Tra gli stupefacenti risultati della matematica ce ne sono alcuni che davvero sembrano incomprensibili e esuli dalla relatà, ma dall'effettu stupefacente su chi li sente.

    Supponiamo di prendere un foglio e scrivere in colonna la lunghezza in metri dei fiumi dell'Emilia Romagna; prendiamo adesso le cifre a sinistra di ogni numero (a sinistra, non a destra!): possiamo dire con quasi assoluta certezza che il numero più frequente sarà 1.
    Questa legge è detta Legge di Benford, e matematicamente si esprime così:
    La probabilità che la prima cifra di un numero scelto "a caso" sia c è data dalla formula
    P(c)= log10 (c+1) - log10 (c)
    La dimostrazione di questa legge è molto complicata, ma possiamo intuitivamente immaginare perchè è vera.
    Se questa legge è vera, allora deve avere un invarianza di scala: in pratica se misuriamo la lunghezza dei fiumi in chilometri o in miglia non importa, il numero iniziale più frequente sarà sempre 1. Proviamo quindi a prendere la lista e a raddoppiare i valori (come se misurassimo i fiumi in mezzi-metri), allora tutti i numeri che iniziavano con 5,6,7,8 e 9 inizieranno per 1, quindi la probabilità che il numero inizi per 1 è circa la stessa che inizi per 5,6 ecc..

    Questi sono i dati presentati da Benford per suffragare la sua legge
    Titolo 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Valori
    Fiumi, superfici 31,0 16,4 10,7 11,3 7,2 8,6 5,5 4,2 5,1 3,5
    Popolazione 33,9 20,4 14,2 8,1 7,2 6,2 4,1 3,7 2,2 32,9
    Constanti 41,3 14,4 4,8 8,6 10,6 5,8 1,0 2,9 10,6 1,4
    Quotidiani 30,0 18,0 12,0 10,0 8,0 6,0 6,0 5,0 5,0 1,0
    Specific Heat 24,0 18,4 16,2 14,6 10,6 4,1 3,2 4,8 4,1 13,9
    Pressioni 29,6 18,3 12,8 9,8 8,3 6,4 5,7 4,4 4,7 7,3
    H.P. Lost 30,0 18,4 11,9 10,8 8,1 7,0 5,1 5,1 3,6 6,0
    Peso molecolare 26,7 25,2 15,4 10,8 6,7 5,1 4,1 2,8 3,2 18,0
    Drenaggio 27,1 23,9 13,8 12,6 8,2 5,0 5,0 2,5 1,9 1,9
    Peso atomico 47,2 18,7 5,5 4,4 6,6 4,4 3,3 4,4 5,5 91
    1/n, √n 25,7 20,3 9,7 6,8 6,6 6,8 7,2 8,0 8,9 50,0
    Design 26,8 14,8 14,3 7,5 8,3 8,4 7,0 7,3 5,6 5,0
    Reader's Digest 33,4 18,5 12,4 7,5 7,1 6,5 5,5 4,9 4,2 3,8
    Coste 32,4 18,8 10,1 10,1 9,8 5,5 4,7 5,5 3,1 7,1
    X-Ray Volts 27,9 17,5 14,4 9,0 8,1 7,4 5,1 5,8 4,8 7,7
    American League 32,7 17,6 12,6 9,8 7,4 6,4 4,9 5,6 3,0 14,8
    Blackbody 31,0 17,3 14,1 8,7 6,6 7,0 5,2 4,7 5,4 11,5
    Indirizzi 28,9 19,2 12,6 8,8 8,5 6,4 5,6 5,0 5,0 3,2
    n, n², n³, …, n! 25,3 16,0 12,0 10,0 8,5 8,8 6,8 7,1 5,5 9,0
    Tassi di mortalità 27,0 18,6 15,7 9,4 6,7 6,5 7,2 4,8 4,1 4,8
    Media 30,6 18,5 12,4 9,4 8,0 6,4 5,1 4,9 4,7 10,1
    Errore probabile ± 0,8 ± 0,4 ± 0,4 ± 0,3 ± 0,2 ± 0,2 ± 0,2 ± 0,3


    Naturalmente la legge ha importanti utilizzi anche nel concreto: viene usata per smascherare false raccolte di dati, magari utilizzati a scopo politico, assicurativo, bilancio, nell'analisi delle dichiarazioni dei redditi, ecc...

    Ringrazio il mio amico Nicola per avermi fatto scoprire questa legge :)

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    domenica 16 agosto 2009

    Da oggi ricattare la moglie è legale (in Afghanistan)


    La nuova legge sulla famiglia che il parlamento afghano sta per promulgare, è semplicemente la legalizzazione del potere di ricattare la moglia da parte del marito.

    Il disegno di legge afferma infatti che
    "È responsabilità della moglie soggiacere al ragionevole piacere sessuale del marito e non lasciare il tetto coniugale senza il suo permesso, eccezion fatta per situazioni di emergenza. Se qualunque dei doveri di qui sopra non è ri­spettato, la moglie è da considerare disobbediente"
    E cosa accade alle mogli disobbedienti? Perdono il diritto ad essere mantenute dal marito, ovvero sono destinate alla fame. E se qualcuno sta pensando alla scappatoia del "fuggire di casa", ricordo che la legge afferma anche che è dovere della moglie
    non lasciare il tetto coniugale senza il suo permesso [del marito], eccezion fatta per situazioni di emergenza
    In pratica, o lo si fa quando vuole il marito o si muore di fame.
    Motivo di una legge del genere? Garantisce un alto numero di voti al presidente Karzai, il quale si sta avviando ad affrontare le elezioni.

    Fortunatamente c'è chi si oppone, come è possibile leggere scorrendo la notizia sul corriere della sera.
    E' interessante però vedere che c'è chi è contrario all'emendamento per altre ragioni: il vicerettore dell'Università sciita, Abdul Latif Sajjadi, si proclama insoddisfatto della legge, afferma infatti:
    "Ero nella commissione del riesame e mi sono opposto agli emendamenti. È una vergogna che, sotto l’influenza straniera, l’età del matrimonio sia stata alzata a 16 anni per le ragazze e 18 per i ragazzi. È contro l’Islam. Quanto al 'ricatto cibo per sesso', non ci vedo niente di strano: i mariti per il Corano hanno l’obbligo di sfamare, vestire e proteggere le mogli. In cambio esse devono obbedire. Il letto non ha alcuna extraterritorialità"

    sabato 15 agosto 2009

    L'ora di religione


    Ultimamente si è alzato un polverone intorno agli avvenimenti che hanno interessato "l'ora di religione". Proviamo a ripercorrerli brevemente e a cercare di capire cos'è successo e quali opinioni sono emerse.

    17 luglio 2009.
    Fino a questo giorno, seguire l'ora di religione cattolica (per uno studente delle scuole superiori) equivaleva a partire con un numero maggiore di crediti formativi rispetto ai propri compagni che non effettuavano questa scelta, ed inoltre gli insegnanti di religione avevano diritto di partecipare "a pieno titolo" agli scrutini finali degli alunni.
    In questa data, il Tar del Lazio ha accolto due ricorsi che vanno a modificare proprio questi punti, in modo da ridimensionare la figura della religione cattolica nella scuola italiana.
    Il Tar giustifica questa scelta affermando che
    "l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica"
    I ricorsi (effettuati da studenti/esse sotto l'aiuto di varie associazioni di libero pensiero) sono stati accolti inquanto (sempre parole del Tar) in essi scorge la richiesta
    “di tutela di valori di carattere morale, spirituale e/o confessionale che […] sono tutelati direttamente dalla Costituzione e che quindi come tali non possono restare estranei all’alveo della tutela del giudice amministrativo”
    Diciamo che quindi c'è stato un bel passo avanti, infatti
    Il TAR, dopo aver ricordato il principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale come “garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale (C. Cost. n.203/89), ha precisato che “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”, la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento dell’insegnamento della religione cattolica deve essere assolutamente libera e in nessun modo condizionata. “In una società democratica” ha affermato il TAR, “certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali”.
    fonte UAAR
    La democrazia non piace a tutti.
    Adesso dobbiamo guardare le cose da un altro punto di vista. Sebbene la sentenza abbia rafforzato il principio di eguaglianza tra le persone (indipendentemente dalla loro confessione religiosa), c'è chi, dall'altro fronte, accusa un duro colpo al suo monopolio di indottrinamento (religioso) infantile.
    Così, cominciano le polemiche contro la sentenza, fatte da sedicenti giornalisi/politici/filosofi/teologi, che condannano "la rottura dalle nostre radici" o "la perdita dell'educazione ai valori morali".
    Ed infatti, pochi giorni dopo, possiamo sentire su Radio Vaticana gli attacchi di monsignor Diego Coletti (presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica), il quale afferma che
    l’insegnamento della religione cattolica non andrebbe “a sostenere scelte religiose individuali” ma sarebbe “una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo […] anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane”.
    Spiego il mio punto di vista: insegnare ai ragazzi che l'Italia è "sempre" (anzi ultimamente) stato un paese cattolico è storia ed è giusto che se ne parli; ma farli diventare cattolici (perchè io in tutta la mia carriera scolastica in quelle ore ho fatto catechismo, non storia delle religioni) solo perchè gli italiani lo sono sempre stato no!
    Il monsignore, intanto, continua:
    Coletti ritiene che tale sentenza sia discriminatoria per gli studenti cattolici e che la vera laicità ne risulterebbe danneggiata “perché per laicità si intende la giusta neutralità di una comunità civile che però dovrebbe essere preoccupata di valorizzare tutte le identità, ciascuna secondo il proprio peso e rilevanza culturale, presenti sul territorio”.
    Ahh! Ecco! La chiesta cattolica "è più grande" e quindi chissenefrega delle altre minoranze religiose/atee! Beh, come democrazia mi sembra proprio di essere ai massimi livelli, il pesce grosso mangia il pesce piccolo...

    Arrivano i politicanti.
    Ma non mancano, oltre chi del cattolicesimo ne fa un mestiere, le carissime lingue politiche sempre pronte a leccare le... guance vaticane; e così esponenti del PDL, del PD e dell’UDC sono intervenuti l'11 ed il 12 agosto a criticare la sentenza
    In particolare, l’ex ministro Beppe Fioroni (PD) ha chiesto su Repubblica al suo successore Mariastella Gelmini (PDL) di impugnare il pronunciamento del TAR davanti al Consiglio di Stato, cosa che fece già lui in un’analoga occasione nel 2007. Gelmini ha prontamente raccolto il doppio invito (del predecessore e della Conferenza Episcopale Italiana) e ha annunciato ufficialmente che il ministero ricorrerà al Consiglio di Stato contro un’ordinanza che “determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso”. La ministro ha anche annunciato l’intenzione di ”accrescere e valorizzare” il ruolo degli insegnanti di religione.
    fonte UAAR
    Ahh, cara Gelmini mi stai dando solo soddisfazioni quest'anno...
    Putroppo, la mia miopia intellettuale non mi permette di vedere il danno che viene perpetuato nei confronti di chi sceglie di seguire il corso di religione cattolica; anzi, mi sembra che la sentenza sani il danno preesistende nei confronti di coloro che non sceglievano di avvalersi della religione cattolica, i quali partivano svantaggiati (come punti di credito) rispetto ai compagni. Ma non è che chi crede viene considerato "superiore"?
    Inoltre, non vedo il motivo di valorizzare ed accrescere il ruolo degli insegnanti di religione, essendo questi insegnanti divenuti tali senza aver superato un concorso come gli altri, ed inoltre sono deliberatamente scelti dal vescovo...

    Il filosofo.
    Infine, sul Giornale possiamo leggere un articolo del "filosofo" Giovanni Reale in merito alla questione
    Secondo Reale sarebbe questa la materia “più impegnativa”, tanto che può “insegnare veramente religione solo colui che crede e conosce bene ciò in cui crede”. Il suo studio si renderebbe necessario in quanto esisterebbe “una nuova classe di analfabeti”: opinione giustificata citando un aneddoto su uno studente universitario che riteneva che Cristo fosse un autore Mondadori.
    fonte UAAR
    Lasciando perdere l'elevazione di un caso sporadico a prova dell'analfabetizzazione religiosa degli italiani, le parole che lasciano sconcertati sono queste
    l'insegnamento della religione cattolia è necessario anche "per chi non crede. Chi crede deve cercare di chiarire e di approfondire le motivazioni e i fondamenti delle proprie credenze. Chi non crede è giusto che si renda ben conto che cosa sia esattamente ciò in cui non crede e che respinge, e che quindi acquisti una visione critica del proprio non credere"
    Benissimo, peccato che come Raffaele Carcano ci ricorda "il filosofo non ha tuttavia precisato se ritenga necessario che per chi crede sia prevista un’ora di ateismo, affinché si renda ben conto che cosa sia esattamente ciò in cui crede e ciò che respinge, e che quindi acquisti una visione critica del proprio credere". Inoltre, mi sembra quantomeno doveroso che chi non crede (se è vero che deve conoscere bene il cattolicesimo per capire una delle religioni cui non crede) debba studiare anche tutte le altre di migliaia di religioni esistenti, per capire perchè non crede in queste; così come il cattolico deve studiare l'ateismo e le altre religioni esistenti, per capire fino in fondo perchè è cattolico.

    Purtroppo viviamo ancora in un regime politico di dittatura (e qui è colpa del cavaliere...) che cammina a braccetto con il cattolico vaticano... E se questo regime non cambia, ed il braccetto non si scioglie, finiremo per toccare il fondo (che, per la cronaca, non è poi così lontano).

    giovedì 9 luglio 2009

    Radici cristiane nella costituzione


    Che di soggetti divertenti e clownistici in parlamento ce ne siano non è una novità, cominciano quasi ad essere simpatici e forse donano un pò di allegria al triste scenario politico italiano.

    Ma quando poi questi divertenti soggetti escono fuori dalla loro zona adibita allo spettacolo di sola presenza e cominciano a cercare di fare capolino con strane proposte, non li si può lasciare stare.

    L'ultima novità viene da Alessandra Mussolini, Antonio Pepe, Manuela di Centa e Renato Farina. Non contenti della 61enne immacolata Costituzione Italiana, hanno deciso di modificarne non una singola postilla di un remoto articolo dimenticato dal mondo, ma vogliono rivoluzionare addirittura il primo articolo della costituzione, quello che attualmente recita "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."
    Secondo la modifica voluta il nuovo articolo dovrebbe vedere aggiungersi alla fine alcune parole, e recitare così

    “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, e riconosce le radici cristiane come fondamento della civiltà italiana”.

    Diamo un altro calcio alla già precaria laicità dello stato italiano filo-vaticanista. Il disegno di legge è visibile a questo link.

    Capiamoci, io sono sempre stato una persona d'accordo con il giustissimo valore della libertà religiosa, ma questa è sinceramente troppo! Riconoscere che lo stato Italiano era (e sfortunatamente è) purtroppo legato allo stato pontificio ed ai suoi dogmi (per via dei simpaticoni che ci governano) e quanto più reale, ma ciò non abilita lo stesso a trasmutarsi in una nazione che riconosce quale fondamento della propria civiltà un dato credo religioso.

    Il primis perchè la popolazione italiana non ha bisogno di nessun precetto religioso che gli faccia da guida nè morale nè civile, ed in secondo luogo non tutti gli italiani sentono come fondamento del proprio essere la fede cristiana.

    L'Italia si muove verso la sua civilizzazione così come fa la gente alla processione del giovedì santo ad Ispica, un passo avanti e tre indietro.

    martedì 23 giugno 2009

    Puttanopoli's President

    Posto un video che riassume le varie vicende scandalose (raccontate a commentate dal giornalista Marco Travaglio) che hanno coinvolto il presidente Berlusconi.

    ...Sono cose che già si dovrebbero sapere, ma credo che non faccia mai male insistere a documentare dello scempio e della grande disgrazia che incombe sull'Italia, vittima di un vero e proprio regime.

    Spero, come sempre, che un giorno tutti aprano gli occhi e si rendano conto della grande "prigione" che ci stanno costruendo intorno!
    Italiani, svegliamoci!! Ma soprattutto,
    Ribelliamoci!


    lunedì 22 giugno 2009

    Libertà di informazione in Italia

    Il Tg1 di Minzolini ha evitato di collegare Berlusconi alla D'Addario
    Solo "feste a Palazzo Grazioli", aggiungendo: "Potrebbe trattarsi di millanterie"
    di SEBASTIANO MESSINA

    È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.

    Quei quindici milioni di italiani che ogni sera si affidano ai telegiornali per sapere quello che è successo in Italia e nel mondo, quell'80 per cento di telespettatori che non leggono i giornali - dunque non leggeranno neanche questo articolo - e hanno la tv come unica fonte d'informazione, non hanno la più pallida idea di quello che è successo la settimana scorsa.

    Già, cos'è successo? Proviamo a mettere in ordine i fatti, e confrontiamoli con quello che il Tg1 e il Tg5 hanno riferito ai loro fiduciosi telespettatori.
    Mercoledì 17. Il "Corriere della Sera" pubblica in prima pagina un'intervista a una signora di Bari, Patrizia D'Addario, che racconta di essere stata pagata 2000 euro per partecipare a due feste a Palazzo Grazioli (residenza romana di Silvio Berlusconi), e dichiara di avere le prove di aver passato una notte in compagnia del presidente del Consiglio. E poiché chi l'ha pagata è un imprenditore della sanità, oggetto a Bari di un'inchiesta per presunte tangenti, il magistrato ipotizza un reato preciso: "induzione alla prostituzione". Su Berlusconi, dunque, aleggia il bruciante sospetto di essersi intrattenuto con una donna pagata per fare sesso con lui.


    All'ora di pranzo, accendiamo il televisore. Il Tg5 delle 13, riferendo di "presunte irregolarità negli appalti della sanità privata", dà la notizia con queste parole: "Uno degli imprenditori si vantava di essere stato invitato a partecipare con delle ragazze a feste a Palazzo Grazioli". E vabbè, pensa il telespettatore, che male c'è a vantarsene? Dopodiché il cronista riferisce di "indagini per induzione alla prostituzione", ma evita accuratamente di dire chi avrebbe indotto chi, e soprattutto con chi la donna sarebbe stata indotta a prostituirsi. Mezz'ora dopo, il Tg1 entra in argomento con le parole di Berlusconi, che un conduttore compunto scandisce con tono severo: "Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità". E mentre uno si domanda di cosa stia parlando, il conduttore precisa: "Si parla di feste con la partecipazione di alcune ragazze". Tutto qui? Sì, tutto qui.

    Il telespettatore non capisce come mai Berlusconi sia così infuriato, ma aspetta l'ora di cena per saperne di più. Attesa vana, perché i due telegiornali ripetono le formule criptiche dell'ora di pranzo: "Si parla di feste...". Il Tg1, preoccupato di aver detto già troppo, aggiunge premuroso: "Tutto da verificare: potrebbe trattarsi di millanterie o altro". Dopodiché entrambi i tg rivelano che la faccenda ha un risvolto politico. Che non riguarda però il premier, ma D'Alema: colpevole di aver ipotizzato "una scossa" capace di destabilizzare il governo. Invece di spiegarci il nuovo "caso Berlusconi", dunque, entrambi apparecchiano un inesistente "caso D'Alema" sul quale concentrano la dose quotidiana di dichiarazioni in politichese stretto.

    Giovedì 18 i magistrati di Bari interrogano cinque ragazze, i giornali inglesi titolano sulle "donne pagate alle feste di Berlusconi", ma il Tg1 delle 20 riesce a confondere ancora di più le idee al suo pubblico, spiegando che si indaga "sul presunto ingaggio di ragazze per avvicinare i potenti". Quali ragazze, e soprattutto quali potenti, non si sa. Il Tg5 della sera, invece, fa finalmente il nome di Patrizia D'Addario, e anche quello dell'imprenditore coinvolto, Gianpaolo Tarantini, spiegando che quest'ultimo potrebbe aver "tentato di ingraziarsi persone influenti". Il telespettatore immagina che queste "persone influenti" siano gli stessi "potenti" evocati dal Tg1, ma non gli viene dato neanche un indizio per capire chi siano.

    Venerdì 19 Gianpaolo Tarantini - l'imprenditore indagato per "induzione alla prostituzione" - dà all'Ansa la sua versione dei fatti, l'opposizione chiede al premier di riferire in Parlamento e il quotidiano dei vescovi, "Avvenire", lo invita apertamente a discolparsi: "Occorre un chiarimento con l'opinione pubblica". Le notizie non mancano, ma il Tg1 di Minzolini comincia con un Berlusconi furioso: "Le trame giudiziarie e gli attacchi mediatici non mi butteranno giù!". Il nostro telespettatore è sempre più curioso di capire cosa diavolo stia succedendo, ma deve accontentarsi di quello che gli passa il convento di Mimun, ovvero il Tg5 delle 20: "Il premier ha commentato così le voci che per vari rivoli sono emerse in questi giorni". Quali voci? E dove sono emerse? Certo non al Tg5 (e neppure al Tg1).

    Sabato 20 una delle ragazze coinvolte, Barbara Montereale, racconta a "Repubblica" cosa accadeva nelle feste di Palazzo Grazioli ("Tutte lo chiamavano papi"), mentre si apprende che dalle registrazioni consegnate da Patrizia D'Addario ai magistrati si sentirebbe la voce di Berlusconi che dice: "Vai ad aspettarmi nel letto grande". Con questi tasselli il puzzle è quasi completo, e infatti l'indomani i giornali stranieri racconteranno la storia con dovizia di particolari. Per il Tg1 e il Tg5, invece, il caso è chiuso. Non un titolo, non un servizio, non una parola. Una pietra tombale ha seppellito l'inchiesta di Bari, i sospetti dei magistrati, l'imbarazzo del premier e le domande dell'opposizione.

    Cosa sia successo nelle misteriosissime feste di Palazzo Grazioli, il telespettatore italiano non è riuscito a saperlo. E forse non lo saprà mai, se aspetterà che glielo rivelino i tg di Berlusconia.

    (22 giugno 2009)


    E tra poco ci leveranno anche internet... bella fine mia cara Italia...

    Fonte: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-9/silenzio-telegiornali/silenzio-telegiornali.html

    giovedì 18 giugno 2009

    Atei, state cippirimerlando troppo!

    Come le news dell'UAAR ci informano:


    Il quotidiano Libero ha pubblicato oggi un articolo di Luigi Santambrogio, dal titolo Che noia questi atei, sempre a parlare di Dio. Il pezzo ha goduto di un lancio in prima pagina ed è stato parzialmente riprodotto sul sito di Libero. Il testo, che contiene diverse imprecisioni, critica duramente le “strambe” iniziative dell’UAAR, il cui scopo sarebbe “puramente provocatorio e dimostrativo”, soffermandosi in particolare sullo sbattezzo. L’associazione viene accusata di tentare di “cippirimerlare il popolo italiano” e di mettere in circolazione “balle agnostiche”.


    Inoltre ho trovato un sito che probabilmente riporta l'articolo completo, che propongo condendolo di qualche commentino personale


    «Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio», scriveva il Nobel Heinrich Böll. E come dargli torto? Se togliamo la gran massa degli atei praticanti ma non militanti, quelli cioè che se ne infischiano con allegria del verbo di Papa e vescovi (in Italia son più numerosi dei cattolici) il piccolo resto stravede per le strambe iniziative di sbattezzo e dell’Occhiopermille (campagna contro i fondi alla Chiesa) dell’Uaar, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Quella, per intenderci, che ha inventato gli “ateobus” a Genova e in altre città [lascando perdere che gli ateobus sono stati "inventati" a Londra, mi piace l'utilizzo della parola "strambe" da parte di un giornalista che dovrebbe soltanto riportare fatti senza opinioni oggettive. Aspettate... Ho già detto che si tratta di Libero?].

    Campagna per lo più parolaia e mediatica dato che di pullman reclamizzanti le bellezze della vita senza Dio se ne sono visti pochini in giro [Eh già... non sono mica stati "boicottati", è stato così semplice far girare quei pochi che sono girati...]. Ma, come spesso accade nelle iniziative dell’associazione, lo scopo è puramente provocatorio e dimostrativo [LOL]: l’importante è che i giornali se ne occupino, che gli uomini di Chiesa, tirati in ballo anche piuttosto beffardamente, rispondano e replichino, offrendo così altro combustibile alla polemica di carta [ma riLOL!!].

    Il gruppetto [4 amici... com è bello saper usare le parole in maniera dispregiativa...] ha un sito internet in cui canta le lodi dell’essere senzadio e aggiorna le conquiste di nuovi affiliati allo sbattezzo (i dati li trovate nell’articolo sotto). E pubblica una rivista bimestrale dove il direttore, Maria Turchetti, si rivolge nell’editoriale ai lettori con: «Cari animaletti…». L’ultimo numero è infatti tutto dedicato a contestare la tesi che ci sia differenza tra uomo e animale, idea che, ammette la direttora, «non è del tutto riconducibile a tradizioni religiose». Oddio, anzi, noddio: qualche lettore s’è pure stufato di sentirsi apostrofare con quel saluto animalesco: cari babbuini e care scimmiette, tanto da costringere la rivista a lanciare un referendum. La Turchetti informa che l’elaborazione dei dati è in corso, però non trattiene il suo caustico disappunto. «Vi offendereste», scrive nell’editoriale, «anche se vi chiamassi trottolini o puci pucci? O v’infastidisce il fatto che vi dia degli animali? In quest’ultimo caso, cari lettori, L’Ateo non fa per voi». Tosta, eh, la direttora [qui mi verrebbe da fare un imprecazione poco educata].

    Di più e diverse sono le campagne che l’associazione offre a raffica ai suoi militanti, alcune dai titoli accattivanti e divertenti. Come Occhiopermille, Nessun Dogma, o il nostalgico e un po’ polveroso Darwin day

    Ma è nell’iniziativa dello sbattezzo che l’Uaar s’è conquistata la prima fila nell’esercito anticlericale e no Vatican, sempre pronto ad attribuire a vescovi e Papa tutte le colpe dell’italico declino[Ragazzi parliamo di Libero eh... "libero"... che abuso di termini]. Non è che l’iniziativa per lavare via il sigillo del battesimo abbia ottenuto chissà quale successo di popolo: gli sbattezzati in tutta Italia superano a malapena le mille unità (1032 per l’esattezza, secondo l’ultimo provvisorio censimento)[davvero? e come fa a saperlo visto che lo sbattezzo è un iniziativa privata? abbiamo di fronte "johnny, è quasi magia!". O magari parla degli sbattezzati del 25ottobbre durante la giornata nazionale per lo sbattezzo? Ma riportare i fatti correttamente no?], una goccia di effervescente veleno nel mare tranquillo e terso (in superficie) del “siamo tutti cattolici”, almeno per l’anagrafe del municipio e l’archivio dei registri parrocchiali.

    Tuttavia, i pochi che hanno iniziato e caparbiamente portato a termine le pratiche (c’è un apposito modulo da scaricare e consegnare al parroco) dello sbattezzo, sono certamente coraggiosi e anche piuttosto rumorosi. Atei militanti, zeloti della causa dello sconsacro e del rewind agnostico, crociati dell’ossimoro per una nuova Gerusalemme senza croci[è bello chiamarci crociati, ha un che di ipocrita...]. Basta navigare e surfare sui siti consigliati dalla casa madre per rendersene conto: si va dallo sberleffo e ai motteggi sarcastici che ricordano le sofisticate gentilezze volterriane, all’insulto truce e volgare contro i “corvi neri” della Cei.

    Nella classifica delle città religiosamente desbattezzate, in cima c’è la cofferatiana Bologna con 300 cancellazioni dai sacri registri, tallonata da una sorprendente Milano che mette a segno quasi 200 sbattezzi. E promette il sorpasso entro l’anno (liturgico) in corso[sti dati naturalmente li sa solo lui].

    Nelle note lasciate sui siti dai restituiti al libero arbitrio, non ci sono drammi di coscienza né notti insonni e sudate, alla maniera dell’Innominato. C’è gioco, provocazione anticlericale pure e competizione militante tra i diversi circoli territoriali a conquistare nuovi proseliti.

    All’Uaar dicono che l’impennata degli sbattezzi si è registrata dopo il caso Englaro: una rivolta di ingenue coscienze di fronte alla posizione arcigna delle gerarchie cattoliche. Balle agnostiche, propaganda di cattiva qualità: sotto c’è un piano politico che è spontaneo quanto una campagna elettorale. Trovatene un’altra, questa è davvero indigeribile. Via, cari atei razionalisti di poche speranze e tanta (mala)fede[a quanti LOL sono??], mica potete cippirimerlare il popolo italiano in questo modo[W l'italiano!]. Sanno tutti che a dare una mano (e tante pagine di giornali) a papà Beppino c’era lo staff di medici e volontari radicali [eh e per papà silvio ci sono giornali interi...]Che il signor Englaro è da mesi in tournée effettiva e permanente a favore della “dolce morte” (altrui) in scuole, circoli privati e pubbliche associazioni.

    Ma quale rivolta morale? Qui signori agnostici e miscredenti vi state approfittando della buona fede del pueblo italico[mica ne approfittano le gerarchie cattoliche? nono lo facciamo noi "miscredenti"]. Che farebbe invece bene a meditare sulle fregnacce da best seller del Gran Maestro della comitiva: quel Giorgio Odifreddi che considera i cattolici geneticamente cretini. Prova del nove che Dostoevskij aveva ragione: togliete di mezzo Dio e tutto sarà possibile. Compreso il fatto che Odifreddi abbia una rubrica fissa su L’Espresso. Massì, gli atei annoiano: sempre lì a sparlare di Dio per vendere meglio le loro mercanzie nel tempio.


    Commento? Che faccio commento? no non voglio diventare volgare, commentate voi...

    martedì 16 giugno 2009

    No legge bavaglio - Firmiamo!


    Il fascismo una volta salito al potere come prima cosa, per garantire la sua incolumità, attuò una politica di censura verso le maggiori fonti di informazione (radio e giornali all'epoca) garantendosi così che "la gente sapesse quello che deve sapere". E gli italiani infatti erano contenti del fascismo.

    Adesso, la dittatura attualmente al potere, che si traveste dietro le logorate spoglie di una finta democrazia, sta percorrendo gli stessi passi. Le maggiori fonti informative, fino a poco tempo fa, erano le televisioni, e in questo campo la censura è stata attuata da tempo: il 90% delle televisioni sono in mano ad una sola persona e quindi fanno tante voci in una sola direzione, i telegiornali dicono ciò che gli viene detto di dire (vedi :I miliardi italiani fuggono... e nessuno dice nulla) ecc..

    La nuova frontiera dell'informazione è adesso internet, che ormai ha superato la televisione nel campo dell'intrattenimento (e non solo). Di conseguenza (chi ha il potere) comincia a sentirsi le spalle un pò troppo scoperte da scomode voci che circolano in internet. E così, onde evitare che ciò che non è dato a sapere si sappia, si cerca di imbavagliare quell'unica voce di verità nella ormai perduta democrazia italiana: il web.

    E' questo ciò a cui porterà la cosiddetta legge bavaglio. Secondo questo DDL chiunque sia responsabile di un sito, un blog, o un qualsiasi angolo del web in caso di notifica dovrà immediatamente eliminare (entro 48 ore) i contenuti che vengono "dall'alto" ritenuti inappropriati. Per capirci: supponiamo che io sia in vacanza, un utente qui nel mio blog scrive un qualsiasi cosa che da fastidio (con questa legge non c'è bisogno di un giudice per decidere cosa è inappropriato, possono notificarti un obbligo di rettifica a loro piacimento), io (in quanto responsabile del blog) in 48 ore devo eliminare il suo commento. Se dovessi inadempiere a ciò rischio multe salatissime o addirittura il carcere.

    E così, ci stanno facendo lentamente (ma inesorabilmente) chinare sempre più in avanti, e noi (popolo italiano ormai al massimo della passività politica) lasciamo tranquillamente che tutto ci scorra addosso, incuranti delle conseguenze. Tanto domani inizia il Grande Fratello.

    Sinceramente, sono della convinzione che tira tira la corda si spezzi e succeda qualcosa, una rivoluzione (non so se guerra civile o cosa, ma non voglio speculare su ipotesi) o comunque un modo per toglierci dalle scatole questi simpaticoni che hanno "dimenticato" che il potere (kratos) è del popolo (demos). Non sono un brutalista e spero ardentemente in un cambiamento più civile.

    Intanto, tornando all'argomento in questione, per "tentare" di contrastare questa ennesima censura, possiamo firmare e diffondere questa petizione online destinata al presidente della repubblica: http://www.petitiononline.com/bavaglio/petition.html
    Italiani, sveglia!

    lunedì 8 giugno 2009

    I miliardi italiani fuggono... e nessuno dice nulla


    Articolo pubblicato su ComeDonChisciotte.org:

    205 milioni di dollari sequestrati ai narcotrafficanti.

    Una cifra pari ad un CINQUECENTESIMO di quella di cui si parla in questo post.

    Una notizia davvero clamorosa, segnalata peraltro da un lettore del nostro forum, è passata quasi completamente sotto silenzio.

    Durante un normale controllo di routine, la Guardia di finanza Italiana e la polizia di frontiera Svizzera hanno fermato un paio di distinti giapponesi con una bella valigia.

    Forse li ha insospettiti il vederli tutti impettiti in un treno di pendolari, di quelli che si fermano a tutte, ma proprio tutte le fermate.

    Forse è stato il sesto senso dei nostri "canarini".

    Fatto è che, dopo aver dichiarato che non avevano nulla da dichiarare, i due hanno aperto la valigia e, in un doppio fondo, sono stati trovati dei titoli di stato americani.

    Per 138 miliardi di dollari.

    Miliardi, si.

    Sono, tra l'altro, dei titoli MOLTO particolari, in tagli da 500 milioni e da un miliardo di dollari L'UNO.

    Come è evidente sono titoli che NON si usano nelle transazioni tra privati ma solo ed esclusivamente in quelle tra stati.

    Ci sono parecchi campanelli che trillano nelle orecchie dei complottisti come me e Debora, in questa vicenda.

    Punto 1: Sono falsi? ancora non si sa, stanno cercando di capire.

    SE sono falsi sembrano fatti da veri e propri maestri del settore, imitati perfettamente, grana, filigrana e tutto il resto. Il gioco, ovviamente, varrebbe la candela.

    SE sono falsi la stangata ( la più grande di sempre, immagino) era destinata non certo a un qualche facoltoso tonto ma, probabilmente, a un qualche "potente", desideroso di garantirsi un futuro per qualche secolo in cambio di servigi, con tutta evidenza, cospicui.

    Ma se invece fossero veri?

    Beh, a maggor ragione, la cosa fa rizzare le antenne.

    Poniamo che qualcuno dei potenti di cui sopra abbia una qualche ideina su come butta nell'immediato futuro e che questa ideina non sia per niente positiva.

    Poniamo che stia disegnando una bella traiettoria di uscita...

    Poniamo che ci sia URGENTE bisogno di garantire a qualcuno una ENORME pensione in cambio di ENORMI favori....

    Per dare una idea delle dimensioni della vicenda, potete verificare da soli (forse meglio qui) che la cifra in questione, del tutto casualmente, corrisponde all'importo TOTALE dei bonds che a Marzo 2009 erano nelle mani di investitori russi.

    Casualmente?

    Mbuh...ecco...

    L'intrigo è spesso, pazzesco, tutto da scoprire.

    Ovviamente, tra i nostri giornali, almeno finora non se ne è accorto quasi nessuno.

    Eccerto: cosa volete che sia una cosuccia come questa in confronto della prematura diperatita per altri lidi di KAKA.

    O tempora o Mores...

    UPDATE: ancora nessuna notizia.

    Eppure NON è una bufala.

    La cosa DEVE essere grossa.

    Se ne trova traccia anche sul sito della Guardia di Finanza, qui.

    Notate che nel titolo parlano di 96 MILIONI di euro.

    Mentre nel testo si fa riferimento, correttamente, a 96 MILIARDI di euro.

    Correttamente perchè, a parte i lanci di agenzia italici, potrete trovare un facile riscontro sul "Ticino on line", giornale svizzero...
     

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